CENTRO NAZIONALE DI STUDI CLASSICI GRECOLATINOVIVO

Dipartimento per la Didattica BES DSA
Il Dipartimento per la Didattica BES DSA del CNSC GrecoLatinoVivo si occupa di trovare soluzioni volte all'inclusione degli studenti che necessitino di Bisogni Educativi Speciali o presentino Disturbi Specifici dell'Apprendimento.
Soprattutto attraverso l'analisi delle ricerche scientifiche in campo didattico e comportamentale e un aggiornamento costante, il Dipartimento mira ad abbracciare tutti gli studenti con una didattica mirata, innovativa e al contempo rigorosa.
RESPONSABILE DI DIPARTIMENTO
MARIA DI PUORTO

Da anni impegnata come docente di Latino e Greco Antico in numerose scuole del Centro Nord Italia, si avvicina alla didattica dell'inclusione attraverso il conseguimento di due Master in integrazione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali.
Dal 2018 tiene corsi di aggiornamento sulla didattica BES e DSA per GrecoLatinoVivo.

Maria Di Puorto

Responsabile di Dipartimento
366 10 31 539
mariadipuorto@grecolatinovivo.it

Giampiero Marchi

Dir. CNSC GrecoLatinoVivo
320 57 33 716

DSA e lingue classiche: un binomio impossibile?

Negli ultimi anni non è difficile per chi insegna in un liceo trovare, nelle proprie classi, studenti BES (Bisogni Educativi Speciali): tra questi la maggior parte sono studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA).

Basta fare due chiacchiere con alunni o colleghi per rendersi conto che il 90% di loro non ha la benché minima idea di cosa sia la dislessia e quale sia la sua origine. Da questa ignorantia dilagante nasce l’idea di scrivere questo articolo: non solo per cercare di fare chiarezza tra docenti e discenti, ma anche e soprattutto per fare capire alle famiglie e agli allievi con DSA che il liceo classico non è una scelta da scartare a priori.

• COSA È LA DISLESSIA?

Studi scientifici hanno dimostrato una prevalenza di casi di dislessia nei familiari degli alunni con DSA pari al 22% nel nucleo familiare, rispetto al 14% nel nucleo allargato (Cummings, 2008). Si ritiene quindi che la dislessia abbia un’origine genetica e neurobiologica, probabilmente ereditaria. Essa dipende dunque da fattori legati allo sviluppo naturale della persona, e non da influenze esterne, come una cattiva istruzione, uno svantaggio socio-culturale o un danno neurologico (casi che rientrano invece nella categoria BES).

La dislessia rientra nella categoria dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento che hanno un’incidenza sulla popolazione compresa tra il 4 e il 9%. Va comunque sottolineato che essa non è il risultato di un ritardo intellettivo generalizzato: infatti spesso compare come un tratto specifico in bambini che non hanno alcun deficit cognitivo, al contrario talvolta possono sviluppare quozienti intellettivi molto elevati.

La dislessia è una condizione permanente, i cui effetti possono essere mitigati attraverso interventi educativi, logopedici e psicologici, allo scopo di sviluppare nel soggetto strategie per compensare i propri punti deboli. La dislessia va dunque intesa come una neurodiversità, ossia una caratteristica individuale tale per cui il cervello elabora alcuni stimoli e gestisce alcuni compiti in modo peculiare. Questa neurodiversità rende faticoso l’apprendimento, ma non preclude la formazione di uno stile cognitivo e di apprendimento personale. Tutti gli esseri umani tendono a costruirsi uno stile cognitivo basandosi sulle proprie preferenze intellettive, sulle potenzialità e sui talenti personali e cercando di compensare in qualche modo le proprie difficoltà; allo stesso modo l’alunno con dislessia è alla ricerca di strategie per compensare le proprie limitazioni e potenziare i propri talenti.

Proprio il crescente interesse per questo tema e il bisogno di condividere la mia esperienza e le competenze acquisite in questo campo sono stati all’origine di questa mia riflessione.

Si deve tenere presente che l’alunno con DSA è inserito in un gruppo–classe, in cui sussistono relazioni tra coetanei spesso basate sul desiderio di essere accettati dal gruppo, “appiattendo” e nascondendo le differenze dietro visioni stereotipate dell’apprendimento secondo le quali “siamo tutti uguali” e “non si devono fare differenze”. È evidente che un’educazione linguistica realmente inclusiva non può prescindere da un’educazione alla diversità glottomatetica, intesa come un intervento volto a promuovere innanzi tutto la scoperta, da parte di ciascun alunno, delle proprie specificità e preferenze di apprendimento e, di riflesso, il riconoscimento di quanto sia normale la diversità, constatando che ogni compagno ha uno stile cognitivo unico. La prospettiva dell’uguaglianza, che ha dominato per secoli l’educazione del mondo, e ancora oggi manifesta i suoi influssi, è una delle ragioni per cui molti allievi con DSA tendono a nascondere e non accettare le proprie caratteristiche individuali, per timore di una stigmatizzazione da parte dei compagni o di una non comprensione da parte degli adulti.

• UN PERCORSO GRADUALE ALL’INTERNO DELLE LINGUE CLASSICHE
Va comunque ricordato che l’insegnamento esplicito del lessico richiede la strutturazione di un percorso chiaro e graduale, che procede, come in Familia Romana o in Athenaze, dalla presentazione della parola alla sua schematizzazione; si evita in questo modo un sovraccarico di lavoro in termini di numero di parole da apprendere nello stesso percorso e aspetti della stessa parola da osservare simultaneamente (vengono infatti presentati i casi non tutti insieme ma in capitoli diversi).

La riflessione esplicita su un item lessicale inizia con una fase di presentazione, in cui si introducono alcune caratteristiche della parola da memorizzare; in una fase successiva si può puntare all’uso guidato dell’item lessicale, che nel caso del metodo induttivo-contestuale si concretizza in attività di riconoscimento, completamento e uso della parola in contesto, facendone osservare il caso e/o la declinazione. Nel caso del lessico l’esercizio non solo è riferito alla parola, che dovrebbe nel tempo facilitarne il recupero dalla memoria, ma concerne anche la schematizzazione delle conoscenze di volta in volta apprese circa quell’item.

L’astrazione, in ogni caso, non può rappresentare il punto di partenza per l’apprendimento di una lingua, in quanto la comprensione di una categoria grammaticale deve poggiare su una precedente esperienza concreta di quelle strutture linguistiche che poi vanno analizzate.

In altre parole l’inefficacia di un certo modo di “fare grammatica” non nasce tanto dal fatto che si richiedano processi astratti di analisi linguistica, quanto piuttosto nell’assenza di precedenti momenti esperienziali finalizzati alla scoperta delle regole attraverso attività pragmatiche.

Il metodo da me utilizzato nelle classi in cui sono presenti alunni con diagnosi di DSA diverse tra di loro prevede sostanzialmente una lettura drammatizzata del testo, con attenzione ai tratti soprasegmentali. L’alunno riesce così a comprendere ricorrendo all’intonazione di chi legge, alle immagini, alle glosse, al lessico noto, al contesto e alle previsioni sull’andamento della storia. Un’attività didattica impostata in questo modo si rivela particolarmente congeniale all’allievo dislessico, che può misurarsi con la lingua antica all’interno di un universo coerente e accogliente. Giovandosi della corrispondenza del manuale con la natura fondamentalmente narrativa della mente, dell’integrazione degli stimoli visivi e acustici, dell’approccio induttivo alla lingua e della priorità data all’apprendimento significativo, l’alunno dislessico riesce a conseguire rapidamente le conoscenze procedurali per comprendere e tradurre in autonomia anche brani molto lunghi. Bisogna infatti che tutti noi che insegniamo teniamo in mente che

"Insegnare letteratura consiste primariamente nell’insegnare a leggere testi letterari. […] Leggere un testo significa scoprirne il significato intrinseco, il significato che aveva nel contesto in cui è stato prodotto […] e il significato che può avere nel contesto di chi lo legge qui e oggi […]”
(Balboni)

Antonella Lo Castro

Docente presso Liceo Classico G. La Farina (Messina)
Co-fondatrice blog GrecoLatinoVivo.

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BES DSA

Ripetizioni - Lezioni Private

PERCORSI INDIVIDUALI NEL LATINO E NEL GRECO ANTICO

Il Dipartimento promuove incontri individuali per il latino e greco antico che consentano a studenti BES e DSA di seguire un percorso ritagliato su misura, che vada ad intercettare le loro difficoltà particolari, aggirandole per offrire un percorso che ben vi si adegui.

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Every student can learn just not on the same day or in the same way

- George Evans -

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